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Coop Moby Dick

I soggiorni marini di Moby Dick: Una settimana al mare per vivere autonomia, amicizia e libertà

Per molte persone l’arrivo dell’estate porta con sé il desiderio di cambiare ambiente, lasciare per qualche giorno le abitudini quotidiane e trascorrere del tempo al mare. È un’esperienza comune, fatta di valigie da preparare, giornate in spiaggia, passeggiate, serate in compagnia e piccoli momenti di libertà. Dal 1998, Moby Dick rende tutto questo possibile anche per le persone con disabilità, attraverso un soggiorno marino che non rappresenta soltanto una pausa dalle attività abituali, ma una vera esperienza di autonomia, socializzazione e vita condivisa. La vacanza si svolge generalmente durante la prima settimana di agosto in un centro vacanze a Cavallino-Treporti. Un appuntamento ormai consolidato e atteso durante tutto l’anno dalle persone dei nostri centri diurni e dalle loro famiglie. 


Una vacanza attesa per tutto l’anno

Per chi parte, il soggiorno al mare significa innanzitutto vivere una settimana lontano da casa durante la quale si passa del tempo piacevole insieme agli amici. Significa svegliarsi in un luogo diverso, scegliere come vestirsi, decidere quale costume indossare, fare colazione in compagnia e organizzare la propria giornata tra spiaggia, passeggiate, attività e momenti di animazione. Sono gesti semplici, ma racchiudono un valore importante: costituiscono infatti dei piccoli grandi passi verso una maggiore autonomia. Ogni scelta permette alla persona di esprimere preferenze, sperimentare la propria indipendenza e sentirsi parte attiva dell’esperienza, lavorando sulle proprie autonomie personali in una situazione reale, piacevole e motivante.


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Un’équipe presente 24 ore su 24

Il soggiorno marino di Moby Dick dura una settimana e coinvolge mediamente 25 persone, accompagnate e supportate giorno e notte. Un’esperienza di questo tipo richiede un’organizzazione attenta, una presenza costante e una progettazione che prende avvio con diversi mesi di anticipo. Già a febbraio la proposta viene presentata alle famiglie, raccogliendo le adesioni e le informazioni necessarie per costruire un’organizzazione adeguata.

Durante la vacanza, che solitamente si svolge a inizio agosto, il gruppo può contare sulla presenza della referente del progetto, di operatori professionali, di un’infermiera e di una rete di volontari, tutte risorse preziose per la buona riuscita dell’esperienza.  

Ogni operatore o volontario diventa un punto di riferimento per alcune persone, accompagnandole nei diversi momenti della giornata: dal risveglio alla preparazione del mattino, dalla colazione alle attività in spiaggia, fino al pomeriggio e alle iniziative serali. Il numero delle persone affidate a ciascun accompagnatore viene definito tenendo conto del livello di assistenza necessario.

La presenza degli operatori e dell’infermiera garantisce professionalità, continuità assistenziale e attenzione agli aspetti sanitari. Allo stesso tempo, i volontari portano nel gruppo una dimensione più informale e spontanea, contribuendo a creare quel clima di leggerezza che dovrebbe caratterizzare ogni vera vacanza.

È proprio dall’incontro tra queste due componenti che nasce una proposta completa: strutturata e sicura, ma capace di lasciare spazio al divertimento, alle amicizie e alla spensieratezza. L’obiettivo è permettere a ogni partecipante di vivere il mare con la maggiore libertà possibile, senza rinunciare alla sicurezza e al supporto necessari.


L’inclusione fuori dagli spazi della cooperativa

Un altro elemento fondamentale è la possibilità di vivere la vacanza in una struttura frequentata anche da altri ospiti. Portare un gruppo numeroso di persone con disabilità in un normale contesto turistico significa rendere l’inclusione concreta e visibile. Le persone partecipano alla vita della struttura, incontrano altri villeggianti e condividono con loro spazi, attività e momenti di animazione.

La disabilità non viene confinata in un ambiente separato, ma entra nella quotidianità di un luogo di vacanza. In questo modo il soggiorno diventa anche un’occasione di incontro per la comunità, capace di favorire conoscenza, relazioni e una partecipazione senza distinzioni.

La proposta è aperta sia alle persone che già frequentano i servizi di Moby Dick sia a persone provenienti dal territorio o da altri servizi. Questa apertura permette di creare nuove relazioni e di offrire l’esperienza anche a famiglie che non sono già inserite nei percorsi della cooperativa. Per una settimana le persone condividono ogni momento della giornata, ventiquattr’ore su ventiquattro. Sperimentano la convivenza, imparano a rapportarsi con ritmi diversi dai propri e affrontano situazioni nuove fuori dall’ambiente familiare.


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Un sostegno concreto anche per le famiglie

Accanto al valore educativo e ricreativo per chi parte, il soggiorno marino offre alle famiglie una settimana di sollievo. La cura quotidiana di una persona con disabilità, soprattutto in presenza di bisogni assistenziali complessi, richiede una disponibilità continua. Sapere che il proprio familiare è in buone mani, accompagnato da un gruppo preparato e presente durante l’intera giornata consente ai caregiver di recuperare energie, dedicarsi ad altri componenti della famiglia o semplicemente interrompere, per qualche giorno, una routine spesso molto impegnativa e faticosa. 

I soggiorni marini di Moby Dick racchiudono così diverse dimensioni: è un momento di vacanza e divertimento, ma anche un’occasione per sperimentare autonomia e inclusione. Ma soprattutto è un’esperienza di normalità, che trasforma lo svago in una preziosa palestra di vita, accessibile a chiunque.

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