Raccontare un nido significa raccontare una trama di relazioni: tra adulti e bambini, che si costruiscono giorno dopo giorno; tra bambini, che imparano a stare insieme tra pari; e tra educatori e famiglie, che si intrecciano in modo sempre più profondo. È in questa rete che l’asilo nido trova il suo significato più autentico: uno spazio condiviso in cui si cresce insieme, dove ogni bambino viene visto, ogni genitore ascoltato e ogni esperienza diventa un’occasione di sviluppo.
Le persone prima di tutto
L’elemento fondamentale di tutto ciò è la fiducia che i genitori provano nel momento in cui lasciano il proprio bambino nelle nostre mani. Iscrivere un figlio al nido, infatti, non significa solo scegliere un servizio, ma entrare in relazione con una struttura e con le persone che ne fanno parte. È una scelta che riguarda l’organizzazione familiare, ma prima ancora un equilibrio emotivo profondo. Noi di Mobydick sappiamo quanto sia prezioso conquistare la fiducia delle famiglie e lavoriamo ogni giorno per costruirla, a partire da un dialogo diretto e continuo. Per questo il primo contatto nei nostri nidi non avviene attraverso open day affollati o presentazioni standardizzate, ma tramite incontri individuali, in cui i genitori possono visitare gli spazi, parlare con la coordinatrice, potendo fare delle domande senza fretta. Questo momento è l’inizio di un dialogo che poi continua nel tempo, giorno dopo giorno. Perché ogni bambino arriva con una storia tutta sua, fatta di abitudini, ritmi e piccoli rituali. C’è chi si addormenta con il ciuccio, chi ha un proprio modo di mangiare, chi si esprime più con i gesti che con le parole. Queste informazioni, condivise dalle famiglie e accolte dai nostri operatori, diventano il punto di partenza per costruire insieme un percorso educativo.
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Un luogo dove crescere insieme
Negli asili nido gestiti da Mobydick, la crescita non è mai un processo imposto dall’alto, ma è qualcosa che si costruisce insieme. Le educatrici accompagnano le famiglie con attenzione, osservando e offrendo spunti; mentre i genitori portano con sé domande, aspettative e conquiste quotidiane. Al centro c’è però sempre il bambino, con i suoi tempi e i suoi bisogni.
Tra genitori ed educatori si crea un’alleanza educativa basata su confronto e fiducia. Accanto ai momenti più strutturati, come riunioni e colloqui, sono spesso gli scambi informali quotidiani a fare la differenza. Per questo, da noi non mancano occasioni condivise, come laboratori e attività , in cui anche i familiari possono partecipare da vicino alla vita del nido.
La giornata al nido segue una routine semplice e ripetitiva, ma è proprio in questa continuità che i bambini trovano sicurezza. Ritmi, spazi e gesti riconoscibili favoriscono autonomia e fiducia. Le educatrici non si limitano a insegnare in maniera convenzionale, ma creano contesti, situazioni e possibilità . Lasciano spazio all’esperienza. Perché a quell’età si impara facendo, toccando, esplorando e, anche, sbagliando.
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Un aiuto concreto per le famiglie
Accanto alla dimensione educativa, viene curato molto anche l’aspetto organizzativo. Infatti, secondo noi un nido funziona davvero quando riesce a sostenere le famiglie anche nella gestione dei tempi. E in questo senso la flessibilità diventa centrale.
I bambini, accompagnati da mamma, papà o da chi per loro, hanno un’ampia finestra oraria in cui arrivare in struttura. Le porte aprono alle 7.15 e chiediamo di arrivare entro le 9, perché a quell’ora iniziano tutte le attività .
I bambini che frequentano il part time rientrano a casa entro l’una, mentre per chi resta anche il pomeriggio è attivo il tempo pieno, con chiusura del servizio alle 16.15. Per i genitori con comprovate esigenze lavorative è però possibile richiedere un ampliamento dell’orario fino alle 18.30.
Il nostro servizio è attivo anche nei periodi in cui altre scuole sono chiuse, come ad esempio durante le vacanze pasquali o durante altre ricorrenze. Resta quindi operativo per gran parte dell’anno, con poche interruzioni anche nei momenti più critici. Questa è una scelta presa per alleggerire il carico quotidiano delle famiglie e per permettere loro una conciliazione più serena tra lavoro e vita privata, che aiuta il bambino nel suo sviluppo.
voro dei laboratori e sostenere le attività della cooperativa.



Inclusione che si vede, ogni giorno
C’è, infine, un aspetto che racconta molto dell’identità del servizio offerto da Mobydick, ovvero il progetto di inclusione. Da un paio di anni, infatti, delle persone con disabilità che frequentano i centri della cooperativa, partecipano alla vita del nido, affiancate dai loro operatori. Il loro inserimento non è improvvisato, ma segue un percorso graduale, costruito con attenzione.
Inizialmente si occupano di attività di supporto, come l’accoglienza, la cura degli spazi, la lavanderia e il supporto in cucina. Poi, col tempo, il loro ruolo si amplia e, sempre accompagnati dai loro educatori, accedono progressivamente anche nelle sezioni dell’asilo entrando così in contatto diretto con i bambini.
Il risultato è un ambiente in cui la diversità non è qualcosa da spiegare, ma da vivere ogni giorno. Un’esperienza concreta e quotidiana che arricchisce tutti.


